#dirittoalcollezionismo
Giovedì 4 Luglio 2019. Ore 14.00 - 17.00. Aula Magna - Palazzo di Giustizia. Corso Vittorio Emanuele II, n. 130
In un paese europeo il collezionismo privato  di beni culturali non ha bisogno di essere tutelato giuridicamente; viene riconosciuto, quindi garantito, quale forma di collaborazione attiva e civica all’interesse del patrimonio culturale comune. Pubblico deve essere il valore del bene culturale, mentre la proprietà "può ben essere privata” come ricorda il Prof. Mario Trapani.
Che in Italia, il Paese del collezionismo di antichità, si debba invece discutere, sul piano giuridico, della legittimità del collezionismo stesso costituisce un paradosso.
Discutere de “I diritti del collezionista” a Torino il prossimo 4 luglio, a Palazzo di Giustizia, certamente trae origine dalla paradossale realtà italiana.
Il collezionismo di beni culturali vanta una storia plurisecolare; in realtà -per rimanere nel confine italiano- etruschi prima e romani poi erano raffinati collezionisti d’arte.
Ora, disconoscere tale evidenza storica ha dell’assurdo. Come si può negare l’esistenza di milioni di reperti che nei secoli scorsi hanno arricchito collezioni private italiane e straniere? Come si può fare tabula rasa degli studi umanistici di eruditi, di curiosi, di collezionisti che hanno contrassegnato la cultura del Paese in particolare dal 1700 fino ad oggi? All’estero sono assai numerosi i richiami agli studi storici, archeologici, numismatici, paleontologici svolti e curati privatamente da illustri italiani.
Ebbene, oggi accade che l’applicazione del diritto raggiunge delle perversioni che solo quindici anni fa erano inimmaginabili.
Positiva e tempestiva, quindi, l’iniziativa degli avvocati torinesi che mette a tema il delicato argomento sotto diversi punti di vista. 
Dal collezionismo di beni culturali -come definiti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio- estende la sua osservazione al collezionismo d’arte moderna e d’arte contemporanea, i nuovi settori di collezionismo che sempre di più necessitano di tutela, di consulenza e di assistenza da parte di specialisti.
Coglierò l’occasione del 4 luglio anche per dare avvio pubblico al sito “Archeoavvocato.it”.
La valutazione di dovere intervenire sulle piattaforme web per promuovere e difendere i diritti dei collezionisti si fonda sull’apprensione per quanto sta accadendo nel diritto dei beni culturali. Una visione statalista ed etica che rappresenta, anche inconsapevolmente, talvolta nell’amministrazione dei beni culturali, talvolta nell’interpretazione della norma, talvolta nell’attività d’indagine, retaggi di ideologie diverse, antitetiche tra loro, del ‘900 italiano ed europeo.
Archeoavvocato.it si schiera in una battaglia di libertà civile e giuridica per un rapporto proficuo e duraturo tra pubblico e privato.
DAL BLOG
Aggiorno regolarmente questa sezione insieme al mio staff, con articoli e approfondimenti analitici. Archeologia, 
paleontologia, numismatica, ma anche paleoantropologia, archivistica , documenti antichi e storia del collezionismo: 
sono questi gli argomenti trattati. Sempre dal punto di vista del diritto, ovviamente.
#dirittoalcollezionismo
Giovedì 4 Luglio 2019. Ore 14.00 - 17.00. Aula Magna - Palazzo di Giustizia. Corso Vittorio Emanuele II, n. 130
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